SG0703 | 2-track CD single + download | September 2007

Joe Rybicki | Girl No Trouble

Girl No Trouble [listen]
Rosie [listen]

CD single: £4.00 ppd UK; £5.00 ppd rest of the world | Download: Via iTunes

Reviews:

Here's a pleasant little debut single from this singer/songwriter from London. The title track is an upbeat pop tune that kind of reminds me of Aztec Camera with the strummy acoustic guitar and electric melodies, while the soft keyboard running underneath sounds like something from a Honeybunch song. On the b-side is "Rosie", which uses just acoustic guitar and mandolin, and is musically more similar to Billy Bragg. If I'm reading the liner notes correctly, it seems that both songs are about the same failed relationship; the first song has Joe meeting her, while the other finds the relationship coming to an end. A fine introduction to this fellow's music, and I'd love to hear some more some time...
Chris McFarlane, IndiePages [review | website]

Girl no trouble, ovvero il primo disco dichiaratamente pop di Sad Gnome Records (responsabile del lancio degli Indelicates) si direbbe un lavoro troppo impalpabile e leggero per lasciare una traccia che vada oltre il minutaggio dedicato all'ascolto: la title track è un vivace simil-reggae che sta tutto su un minuscolo riff di tastiera e un grazioso refrain, che il buon Joe offre con la tipica voce da bravo ragazzo del tweepop inglese; come una versione slavata di Martin Stephenson, nasconde un fondo amaro destinato a rimanere nascosto ai più. Tocca al retro "Rosie" recuperare un po' del carattere mancante proponendosi in guisa country-acustica ed offrendo un'impressione decisamente più duratura del talento di Mr Rybicki nell'osservare e dissezionare le difficoltà di un rapporto. Gli accordi (di banjo!) si fanno rapidi e concisi, la voce alla Bragg racconta per sfogare, il pezzo è un gioiellino fuori contesto. Si guarda ai temi universali della timidezza e della incomunicabilità che portano i rapporti a sgretolarsi mentre li osserviamo impotenti finire in pezzi. E allora non si (sor)ride più.
Salvatore, Indiepop.it [review | website]